Pendolare

Da quando sono un pendolare professionista nella mia borsa porto sempre almeno due libri, per averne uno di scorta nel caso finissi l’altro. Se anche, per caso, devo cominciare a leggere un libro di quattrocento pagine, che non è facile finire in un giorno, io ho sempre un altro libro dietro, perché sul treno porto con me anche un continuo senso di catastrofe imminente, con la conseguente paura di rimanere bloccato nella nebbia e nel buio per parecchi giorni, senza magari avere niente da leggere. Questa è la mia borsa di qualche giorno fa: Delfini e l’abate Dinouart insieme fanno 482 pagine.

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5 risposte a Pendolare

  1. elisa ha detto:

    viste le tue prospettiva, se fossi in te mi porterei ache una scorta d’acqua e di cibo…

  2. Natalfrancesco ha detto:

    Io invece, quando frequentavo abitualmente le stazioni ferroviarie, preferivo procurarmi i libri “in loco”. Girovagare tra librerie e chioschetti delle varie stazioni faceva parte dell’attività giornaliera. E si trovava materiale interessante. Se non ricordo male, l’ultima volta che ho preso un treno ero a Bologna e il mio ultimo compagno di viaggio, preso da una specie di bancarella dentro la stazione, è stato “Aforismi dell’Anarchia” di Nonmiricordochi.
    Ah, beata gioventù.

    • Magari… alla stazione di Porta Genova, a Milano, i libri sono venduti dentro a una di quelle macchinette che normalmente vende bibite e merendine… Tutti i giorni giro la testa dall’altra parte per non vederli, perché mi viene un nervoso che non ti dico. Altro che bancarelle e chioschetti, ormai siamo al self service da centro commerciale…

  3. Ranapoppi ha detto:

    A me è successso di rimanere bloccata su un pullman per una tempesta di neve. Il tutto è durato circa sei ore e per fortuna avevo con me “La ragazza con l’orecchino di perla”. L’ho finito di leggere in quella serata/nottata e anche adesso, quando lo vedo nello scaffale della mia libreria, rivivo la sensazione del freddo, e delle luci giallastre e fastidiose che illuminavano l’interno del pullman. Però tutto sommato, il ricordo è inspiegabilmente piacevole. Potenza dei libri?

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